
Nada x aquí: quando la magia in TV era fatta davvero bene
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C’era un tempo, non troppo lontano, in cui accendevi la televisione e… trovavi magia. Non metaforicamente: proprio magia vera.
Non effetti speciali. Non illusioni da post-produzione.
Ma maghi veri, in studio, per strada, faccia a faccia con lo spettatore.
Uno dei programmi che ha saputo portare questo spirito in modo intelligente, moderno e coinvolgente è stato “Nada x aquí”: la trasmissione spagnola che, tra il 2004 e il 2008, ha fatto scuola.
E oggi, mentre in rete è rimasto solo qualche frammento (come il video che inseriremo in fondo a questo articolo), vale la pena riscoprire perché era così speciale.
Street magic, studio e ospiti: un equilibrio perfetto
“Nada x aquí” andava in onda su Cuatro e aveva un format semplice ma geniale: un mix tra magia da strada, performance in studio e interviste a ospiti internazionali.
Ogni puntata era un viaggio tra stili diversi, dove la telecamera non rubava la scena, ma seguiva la magia con rispetto e curiosità.
I maghi residenti — tra cui nomi come Jorge Blass, Inés, Luis Piedrahita e Jandro — non erano solo esecutori di numeri. Erano personaggi, ciascuno con uno stile riconoscibile. E la regia valorizzava ogni momento: lo stupore degli spettatori in strada, la risata in studio, il silenzio dopo un effetto impossibile.
Una trasmissione pensata per gli spettatori… ma amata anche dai maghi
“Nada x aquí” è stato uno dei pochi programmi televisivi che ha saputo rispettare la magia come arte. Niente tagli sospetti, niente montaggi furbi, niente sovrapposizioni di effetti sonori per coprire il trucco.
Ogni performance era ripresa con attenzione, ritmo e amore per il dettaglio.
E forse per questo la trasmissione è ancora ricordata con affetto sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori. Molti maghi europei — anche italiani — l’hanno seguita per anni, studiando i numeri, copiando le presentazioni, lasciandosi ispirare da quell’energia fresca, professionale e divertente.
Magia internazionale… con anima spagnola
Uno degli ingredienti più interessanti era la presenza costante di ospiti internazionali: da mentalisti americani a manipolatori asiatici, ogni puntata era una finestra sul mondo.
Ma il cuore restava spagnolo: l’umorismo, la spontaneità, la capacità di parlare con naturalezza sia ai grandi che ai bambini.
La magia non veniva mai trattata come una “supercosa” per impressionare. Ma come un gioco serio, qualcosa da condividere, una forma d’arte viva.
Una piccola domanda nostalgica…
Hai mai pensato a quanto ci manca un programma del genere oggi?
In un’epoca in cui la magia è ovunque su TikTok e Instagram, quanto sarebbe potente un ritorno a una trasmissione ben fatta, con maghi veri, pubblico reale, e rispetto per il tempo magico?
Se anche tu hai amato “Nada x aquí” o vuoi scoprire lo stile di quella generazione di performer, su solopermaghi.it trovi articoli, risorse e spunti ispirati proprio a quel modo di fare magia: con tecnica, passione e un pizzico di meraviglia mediterranea.